Cultura per la ricerca

 

Nel 1947 un gruppo di tecnici Aldo Bai, Pio Reggiani, Aldo Barassi, provenienti dalla Pirelli e un giovane architetto Marco Zanuso iniziarono a sperimentare l'uso della gommapiuma e dei nastri elastici per l'arredamento.

Ispiratore dell'operazione è Marco Zanuso, uno dei primissimi architetti ad  interessarsi dei problemi dell’industrializzazione del prodotto, dall’applicazione dei nuovi materiali alle nuove tecnologie.





Sleep-o-matic (


Delfino

Elettra















Nella storia e nella vita di un’azienda ci sono vicende e momenti di speciale significato, che costituiscono titoli di merito riconosciuti da tutti. I primi fatti memorabili dell’arflex coincidono con la sua nascita, in un piccolo stabilimento di Corso di Porta Vittoria a Milano. Lì si costituì il primo nucleo organizzativo di produzione e vendita, ma il primo incontro con il pubblico avvenne in occasione della IX Triennale di Milano nel 1951 dopo due anni di sperimentazioni. È proprio questo primo affacciarsi alla ribalta di un ambito di avanguardia strettamente culturale che è da tener presente nel percorrere la storia dell’azienda, perché questo interesse sperimentale, se non disgiunto da fini commerciali, denuncia la volontà di creare prodotti di alto livello tecnologico ed estetico, sulle basi di una approfondita ricerca e sperimentazione. La Medaglia d’Oro della IX Triennale, assegnata alla poltrona Lady, ha premiato prima di tutto questo aspetto della produzione arflex.

L'attenzione di arflex è costantemente diretta alla sperimentazione culturale, riuscendo a imporre prodotti nuovi, tecnologici, all'epoca del tutto inconsueti: come la poltrona Lady (Zanuso 1951Medaglia d’Oro alla IX Triennale), il divano Sleep-o-matic (Zanuso 1951 Medaglia d’Oro alla X Triennale), la poltrona Martingala (Zanuso 1952 primo esempio di dressing design), la poltrona Fiorenza (Franco Albini, 1952), la poltrona Fourline (Zanuso 1964, Medaglia d'Oro alla XIII Triennale), la sedia Lucania (De Carlo 1954), la poltrona Delfino (Carboni primi esperimenti di animal-design). Le sedie Elettra e Neptunia (1953 e '54) dello studio BBPR  o la seduta Hall (Manghi, 1958) e i primi mobili direzionali di Roberto Manghi 1961, consentono di allargare la produzione ai mobili per ufficio o per ambienti pubblici oltre che a quelli per la casa.

Dal 1950 al 1960 coinvolge nelle sue ricerche gli architetti che negli anni del dopoguerra avevano alimentato il dibattito sulla ridefinizione del Movimento Moderno nel design e nell’architettura (BBPR, Albini, Zanuso, De Carlo, f.lli Castiglioni).



Fiat Topolino

Fra il 1951 e il 1954 su progetto di Carlo Barassi, arflex mise in produzione alcuni modelli di sedili per auto (MilleMiglia e Sedile Lettino adattabili per Fiat Topolino). Si sostituivano ai normali sedili di serie e si caratterizzavano per una notevole comodità, grazie all’impiego della gomma piuma e dei nastri elastici. Le fodere erano asportabili e gli schienali ribaltabili. L’arflex, diede il suo contributo di confort agli italiani che cominciavano a viaggiare.




Serpentone

 

Fra il 1955 e il 1960 inizia la sua diffusione sui mercati esteri con la creazione di società consociate per la fabbricazione e la vendita, Benelux, Francia, Svizzera e Spagna.

La rosa dei designer collaboratori si amplia negli anni, includendo componenti diverse del design italiano e progettisti delle nuove generazioni; basti citare Carlo Bartoli, Maurizio Calzavara, JoeColombo, Sergio Mazza fino a Cini Boeri.

Molto innovativi, sul piano tecnologico quanto su quello formale, sono i prodotti a partire dalla metà degli anni '60: Gaia (Bartoli, 1965) è una poltroncina in resine poliesteri e fibra di vetro; Bobo (Boeri, 1967) è la prima seduta monoblocco in schiuma poliuretanica, priva di struttura interna; Serpentone (Boeri, 1971) è un divano rivoluzionario in poliuretano che assume forme serpeggianti per una lunghezza praticamente illimitata. Subito a seguire gli Strips (Boeri 1972 Compasso d’Oro nel 1979) interpreti perfetti di un nuovo modo di essere svincolati ormai del tutto dalle tradizionali ‘etichette‘, vissuti come un atteggiamento liberatorio, da trattare come sacchi a pelo in cui infilarsi, o morbide giacche a vento da indossare.

Mentre si allarga la collaborazione con architetti e designers, arflex verso la fine degli anni ’60 da vita ad altre consociate (arflex Japan risale al 1969, arflex du Brasil 1970) una specie di arflex-look che si verificherà qualche anno più tardi in tutto il mondo.

 

 

Nel 1969 viene costruito un nuovo stabilimento a Limbiate e si rinnovano gli show-room, da quello di Roma a quello storico in Via Borgogna a Milano.

Nel 1966 arflex insieme a Cassina, Tecno e Bernini fondano la rivista Ottagono, la quale divenne negli anni una delle principali riviste di architettura.

Negli anni ’80 arflex sotto una nuova proprietà continua a mantenere il suo impegno di collaborazione con architetti, da Luca Meda, Michele De Lucchi, Anna Castelli Ferrieri, Paolo Nava a FabrizioBallardini (divano Ribalta 1993 premiato a Colonia premio Top Ten), ad architetti stranieri come: Oscar Tusquets, Burkhard Vogtherr, Isao Hosoe.

 

 

 

 

Nel 1995 il marchio viene ceduto alla seven salotti spa la quale riapre lo show-room in CorsoEuropa a Milano (curato da Pierluigi Cerri 2001) e rimette in produzione una serie di prodotti dell’archivio storico non per una semplice riedizione, ma per la linea ancora modernissima, la funzionalità, la loro sorprendente attualità e la loro unicità.

La nuova proprietà continua la collaborazione con architetti di livello internazionale: Studio Cerri, Studio Sottsass, Michele De Lucchi, Isao Hosoe (Dune, 1995 The Design Distinction Award), Hannes Wettstein (Spline premio International Design Award 2002), Prospero Rasulo, Carlo Colombo, Christophe Pillet, Vincent Van Duysen, Cini Boeri, Carlo Ferrando, Mauro Lipparini, Burkhard Vogtherr, riprende anche la collaborazione con giovani designer come Monica Graffeo producendo sedia Mints (premio Young&Design 2004).

 

 

 

arflex riprende anche quella ‘sperimentazione-ricerca’ creata da Zanuso-arflex nel 1950 dove la forma dell’oggetto era data dai materiali e dalle tecnologie utilizzate, ne sono un esempio il tavolo di Stefano Gallizioli del 2002, la cui forma è vincolata da una tecnologia innovativa brevettata per la produzione e l’assemblaggio del piano o come le sedute per aeroporti di Mangiarotti del 1998 dove la base in marmo veniva ricavata con una nuova tecnologia di taglio. Questi prodotti rimasero solo dei prototipi, invece vengono messe in produzione le mensole Live disegnate da Giuseppe Vigano 2004 il quale adattò la forma della mensola al brevetto di utilità inventato dall’azienda.

Non solo prodotti e sperimentazioni ma viene ripreso l’impegno nella diffusione della cultura, percorso tracciato nel 1960 con Domus e Gio Ponti (primo concorso Internazionale di Design), dando vita ad una serie di operazioni culturali:

- con 3 Università Italiane, concorsi nel 1999 (‘Sedute per comunità’) e nel 2004 (‘Il gusto del bello ed il piacere di abitare ’).

- un museo itinerante dei maestri (Zanuso, Boeri, Carboni e Albini) toccando paesi come Belgio, Giappone, Inghilterra, Olanda, Brasile e Germania.

- realizzando due libri:‘Tempi Moderni‘ nel 1997 di Franco Mirenzi e il ‘Design dei Tempi Moderni’ nel 2004 sempre di Franco Mirenzi il cui contenuto riguarda la ricerca, foto inedite e gli esperimenti condotti da arflex e Zanuso sui prodotti che hanno fatto la storia del design italiano.

- aprile 2007 in occasione dei suoi 60 anni arflex ha presentato in Via Savona, in una mostra, il suo archivio storico rendendolo visibile per la prima volta al pubblico (oltre 42.000 visitatori).

 

 

 

Marketing & Comunicazione

arflex ha sempre curato in modo particolare questo aspetto della sua attività promozionale dalle vetrine del suo showroom alla campagna pubblicitaria ai cataloghi .

Le vetrine dello showroom costituiscono da sempre per arflex il primo e diretto contatto tra la produzione e il pubblico, vetrina non tanto come mezzo di presentazione dei nuovi modelli ma come spazio nel quale gli oggetti vengono collocati fuori dal contesto abituale, dalle vetrine di Daniela Usellini a quelle curate da Pierluigi Cerri, Hannes Wettstein a Carlo Colombo.

 

 

 

La campagna pubblicitaria arflex si è sempre sviluppata su due binari: quello relativo alla pubblicità di vendita e quello della propaganda di prestigio. Un esempio ne sono le campagne pubblicitarie di Giancarlo Iliprandi in passato o quelle di Franco Mirenzi, Francesco Messina, Pierluigi Cerri e Carlo Colombo oggi.

Per le foto e la direzione artistica arflex si è sempre affida ai migliori professionisti: Erberto Carboni, Gonfalonieri, Pintori, Michele Provinciali, Michele Spera, Albert Steiner, Grignani, Bruno Munari, Vitale, Iliprandi, Tovaglia, Aldo Ballo, Edoardo Sancassani, Oliviero Toscani, Tiziana Violano, Salvati & Salvati, Francesco Messina, Franco Mirenzi, Patrizia Scarsella, Pierluigi Cerri, Hannes Wettstein, Carlo Colombo.

 

 



Architetti che hanno contribuito negli anni al successo di arflex: Marco Zanuso, Franco Albini, f.lli Castiglioni, Carlo Pagani, Belgiojoso, Peressutti, Rogers, Erberto Carboni, Giancarlo De Carlo, BBPR, Gustavo Pulitzer, Alberto Rosselli, Roberto Manghi, Chiaia e Napolitano, Andrè Vandenbeuck, Illum Wikkelsoe, Francesco Berarducci, Martin Grierson, Casati e Hybsch, Carlo Bartoli, Calzavara e Maioli, Anning Sarian, Cini Boeri, Joe Colombo, Pierluigi Spadolini, Tito Agnoli, Antonio A. Colombo, Mario Marenco, Carla Venosta e Guido Zimmerman, M. Umeda, Carlo Mollino, Marcello Cuneo, Carlo Santi, Herbert Ohl, Fumio Okura, C. Casati e E. Ponzio, Alberto Cannetta e Fiorella Spinelli, Laura Grizziotti, Roberto Pamio, Renato Toso, Motomi Kawakami,, Bukard Vogtherr, Peppe di Giuli, Adolfo Natalizi, Isao Hosoe, Nilo Gioacchini, Paolo Nava, Guido Rosati, Luca Meda, Marco Romanelli, Anna Castelli Ferrieri, Michele De Lucchi, Yaacov Kaufman, Roberto Lera, Franco Bettoni, Oscar Tosquets, Anna de Plano, Antonello Mosca, Prospero Rasulo, Mauro Lipparini, Franco Mirenzi, Studio Sigla, Carlo Ferrando, Studio Cerri & associati, Guido Rosati, studio Sottsass, Marco Landi, Monica Graffeo, Fabrizio Ballardini, Giuseppe Viganò, Stefano Galizzioli, Angelo Mangiarotti, Marco Piva, Daniela Puppa, Hannes Wettstein, Carlo Colombo, Christophe Pillet, Vincent  Van Duysen.

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Martingala


 


Premi

Compasso d’oro ( Strips 1979)
5 Medaglie d’oro della Triennale ( Lady 1951, X Triennale 1951, Sleep-o-matic 1951, Fourline, 1952 Martingala )
11 copertine Domus, tra il 1953 al 1965
Premio Top Ten Award ( Ribalta 1993 )
International Design Award Chicago ( Dune 1994 )
Premio all’immagine  Emu 1995 ( stand arflex )  
Francobollo  ‘ Design Italiano’ delle Poste Italiane 2000 ( Fourline )
International Design Award Genova ( Spline 2002 )
Premio Gioia casa Best  design 2007 ( Femme )
Premio designAwards 2007 wallpaper jaguar twist libreria dell'anno 2007
Premio designAwards 2007 wallpaper jaguar marenco miglior prodotto rieditato del 2007



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Musei permanenti dove sono esposti prodotti arflex


MoMa di New York  (  Gaia, Lady )
Collezione permanente The Chicago Athenaeum ( Dune )
Triennale di Milano ( Fiorenza, Martingala, Strips, Fourline, Tripoltrona, Boborelax, Lady, Antropus, Bicia )
Triennale di Tokyo museo permanente ( Lady, Fiorenza )
Museo dell’arredo contemporaneo di Ravenna ( Lady, Martingala, Fiorenza, Antropus, Tripoltrona, T-line, Felix, Privè, O-line, Triennale, Strips, Bicia )

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